venerdì 13 gennaio 2012

Belgio... 2^ tappa Bruges

Prendendo il treno da Bruxelles, in meno di un ora si raggiunge la splendida Bruges. 
“Ogni città è uno stato d’animo; e quando vi si soggiorna, questo si comunica, si trasmette a noi come un fluido che, respirato con l’aria, entra a far parte del nostro corpo” Bruges la Morta - Georges Rodenbach.
Bruges è una sorta di museo all'aperto, il villaggio è rimasto fermo al XIII secolo, le case, i canali e persino il silenzio ci fa fare un salto nel passato e ci sorprendiamo a pensare di incontrare dietro l'angolo un viandante o un nobile a cavallo...



Il Begijnhof era il luogo che ospitava le beghine, pie donne che, rimaste sole, si dedicavano all'assistenza dei poveri e dei malati. E' un luogo di pace e riservatezza, all'interno non è possibile scattare fotografie per il rispetto delle suore che ci abitano ancora oggi, e vederle passeggiare nel giardino lascia uno strano senso sulla pelle, ti fa sentire fuori luogo e intruso, ladro della loro quiete.





Passeggiando tra le vie del centro ci siamo quasi dimenticati di essere nel XXI secolo, avrei voluto indossare uno scialle e abiti adornati di merletti (uno magari di quelli super gotici) e, perchè no, fare uno splendido giro in carrozza per le vie del paese. Un tuffo al cuore è stato sentir riecheggiare gli zoccoli dei cavalli sul ciotolato delle via, voltarmi e scoprire che non stavo sognando...




Non potevamo non visitare poi la Chiesa di Nostra Signora, che conserva al suo interno "La Madonna con Bambino" di Michelangelo. L'unica sua opera che lasciò l'Italia quando era ancora in vita.


Che dire, Bruges è una città veramente romantica e penso che solo lei sia valsa il viaggio...






A presto...